Art Shelter MUSICA DA CUCINA

Mercoledì 24 aprile 2019
ore 20.30 Mostra fotografica “Aprés coup-Trittico” di Paolo Pozzobon
ore 21.00 Musica da cucina
Ingresso libero

Musica da cucina trasforma l’ambiente della cucina in magia e suono. Un concerto dove gli utensili diventano strumenti per costruire canzoni delicate, immersi in un flusso sonoro di armonie di chitarra, clarinetto e voci. Una performance che vive di piccoli dettagli e che parla di montagna e di terra, di madri e di figlie, di quotidianità e di incanto.

Fabio Bonelli è l’artefice di questa trasformazione, un’alchimia musicale che evoca ricordi e immagini e che crea un dialogo intimo e diretto con il pubblico attraverso suoni e brevi racconti.
Scolapasta amplificati, imbuti flauto, mestoli immersi in loop station, sbattiuova trasformati in tecno kick sono solo alcuni degli strumenti con cui viene creata questa empatia tra il musicista e l’ascoltatore.
Nato come esperimento casalingo, il progetto è via via cresciuto toccando con I suoi concerti 20 nazioni diverse e pubblicando due album, usciti rispettivamente nel 2007 (City Living) e nel 2012 (Long Song Records).
Ha suonato in case, ristoranti, mense, orti pubblici alternandoli a performance in location prestigiose come teatri, gallerie d’arte, rassegne e festival tra cui MONA FOMA 2011 (Hobart, Tasmania), Frison (Freiburg, Svizzera), Linz 09 (Linz, Austria), MilanoFilmFestival (Milano), Città dell’arte/Fondazione Pistoletto (Biella), Teatro Eliseo (Roma), Silencio (Parigi, Francia), MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo (Roma).

Mostra fotografica: Aprés coup – Trittico di Paolo Pozzobon
Cos’è importante? E cos’è la quotidianità?
La sveglia presto al mattino, la colazione in fretta, la lavatrice, la corsa verso il lavoro, un libro da leggere. I pasti si plasmano in base al livello di solitudine che si prova. Nella famiglia c’è spazio per l’arrosto e il minestrone, per il solitario, invece, vanno bene una scatoletta di tonno oppure un uovo sodo, magari accompagnati da un bicchiere, per dimenticare. Piccoli gesti che fanno parte della nostra giornata, insignificanti, magari noiosi e routinari, ma che compongono quella che chiamiamo vita e che pensiamo di poter continuare a perpetuare all’infinito, come un diritto.
Invece la vita muta in un secondo. Un incidente stradale, una notizia inaspettata, un malore improvviso…e tutto cambia. Anche per le malattie a lungo decorso c’è stato il secondo in cui lo hai scoperto o te lo hanno detto. Di colpo tutto quello che per te era normale e ovvio, non lo è più. L’attimo prima eri preoccupato per una questione importante, eri immerso nella frenesia della quotidianità, mentre poi diventa una bella giornata se riesci ad alzarti dal letto dell’ospedale per andare in bagno da solo. Come cambiano le cose importanti, e come cambia la tua quotidianità…
Après-coup è un’espressione freudiana, traducibile con “dopo il fatto” o “ posteriormente”, che esprime il meccanismo della mente umana che metabolizza e rielabora in senso traumatico un evento dopo il suo accadimento. Freud ne dà delle diverse accezioni, ma noi prendiamo in prestito questa frase per il suo essere esplicativa di uno stato d’animo diverso, quello di rendersi conto delle cose importanti solo quando è troppo tardi.
Nella serie si vedono dei dittici che mettono insieme un momento della quotidianità “precedente” con uno della quotidianità “attuale” di un malato. Il trittico viene a comporsi nella mente dello spettatore che, solo dopo aver visto le due immagini – après-coup appunto – torna indietro alla prima di esse, guardandola con occhi diversi.
Après-coup-Trittico si propone quasi come monito a chi lo guarda, gridando di essere felici e grati per la vita, apprezzandola quando è il momento.

Paolo Pozzobon nato a Treviso “qualche” anno fa e amo la fotografia da sempre, una passione che probabilmente mi ha trasmesso mio nonno che faceva delle splendide foto stereoscopiche di montagna e colorava a mano. Ho cominciato a fotografare con una Bencini Comet S, dove la messa a fuoco si regolava in base alla distanza stimata del soggetto e sono finito all’autofocus della Nikon D 700 e della Sony α7 . Un salto nel tempo e nella tecnica che vorrei fare anche nella qualità delle mie foto. Mi piace fotografare soprattutto l’architettura, le sue linee, forme e colori, ma non tralascio gli altri generi e quindi ogni occasione è buona per curiosare con l’obiettivo che da qualche tempo è divenuto il mio terzo occhio. L’incontro con Franco Fontana mi ha aperto nuovi orizzonti, costringendomi a ricercare ciò che sfugge all’occhio frettoloso del passante e che io cerco di riportare alla sua attenzione.

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Direzione artistica Mattatoio5 in collaborazione con Ca’Sana – Cibo Arte Cultura

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