Attenti al lup…polo! Birrificio Camerini

4 NUOVE SERATE DI DEGUSTAZIONE: LE BIRRE ARTIGIANALI!
Con la nostra immancabile guida, ci inoltreremo nell’affascinante mondo dei Birrifici e delle Birre Artigianali!
Andremo alla scoperta delle diverse note aromatiche delle Birre sì, ma sopratutto Artigianali e prodotte – sempre col concetto della produzione locale – nei nostri Territori. E come sempre potremo conoscere direttamente i Produttori che ci presenteranno le loro birre e ci racconteranno la loro avventura in questo mondo.

La formula è consolidata: 12 euro per la degustazione di 4 birre e cucina aperta.

Martedì 20 giugno ore 20.30 quarta e ultima serata di questa piccola rassegna birraria.

On the stage mastro-birraio Giampaolo Miotto, Birrificio Camerini, Piazzola sul Brenta.

Dopo le prime tre puntate (Birrificio Birdò di Abano Terme, Campo Biondo di Terrassa Padovana, Arcadia di Padova), adesso tocca al Birrificio Camerini di Piazzola.

L’educato e didascalico Giampaolo pensa e produce lassù, in quelle terre dell’Alta Padovana così ricche di storia (Villa Camerini/Siemens), di rogge e corsi d’acqua perlopiù derivati dalla Brenta; vasti paesaggi quasi pedemontani, latifondi e terreni a prativo per il bestiame e le transumanze… ebbene qui il Nostro si cimenta in varie delicate birre: di matrice british, di derivazione teutonica o strizzando vieppiù l’occhiolino al Belgio.

Allacciate le cinture di sicurezza, PAR-TEN-ZA !

  1. Birichina, 4,6°, bassa fermentazione: questa è una chicca almost introvabile. Italian Kolsch significa la tipica birra di Colonia in versione italiana: di una freschezza, di una linearità  -ma al tempo stesso con una puntina erbacea-  che ti farà riflettere. Piacevole accenno di maltazione + finale leggerissimamente amaro = sottile equilibrio
  2. Trik, 3,8°: birra particolarissima data la radice inglese (ale), il colore chiaro (pale), la declinazione belga. A dispetto del bassissimo tenore alcolico, dotata di un discreto corpo, morbida e floreale qb. I belgi sono persone dabbene e il finale non è amaro. Per un piacevole aperitivo o già in abbinamento con parecchi antipasti o semplici primi piatti
  3. Ink, 4,9°, session ipa, alta fermentazione: il suo grado di amaro (ibu 40) la riconduce sì alla tipologia Indian Pale Ale ma non risulta essere così amaricante. Altresì giustamente profumata, presenta diversi sentori di frutta sia rossa che tropicale. In bocca molto versatile, capace di attirare anche i detrattori dell’amaro più sostenuti
  4. Misteriosa, 5,6°: altra perla, altra birra (quasi) sicuramente never covered. Chiudiamo il nostro mini-ciclo di degustazione brassicolo con una birra introvabile, una birra scura torbata…. Come sarà? Ai posteri l’ardua sentenza! Sicuramente intrigante e creerà discussione (o confusione?)

Martedì 6 giugno alle 20.30 terza serata (di quattro) di questa simpatica rassegna birraria. On the stage mastro-birraio Gabriele “Gas” Zanella, Birra Arcadia, Padova

E’ gradita la prenotazione: scrivere a casana.bio@gmail.com  o telefonare a 049-62.38.74

Dopo le prime due puntate (Birrifici Birdò di Abano Terme + Campo Biondo di Terrassa Padovana), adesso tocca a Birra Arcadia (Padova). Infine martedì 20.06 birrificio Camerini (Piazzola sul Brenta).

Birra Arcadia dal 2014, beer shop via Lovarini 13 – 35126 Padova (zona Santa Rita/via Facciolati). Con noi ci sarà el paròn Gabriele che coi soci Marco Barbieri e Paolo Pugin condividono la base del rugby. Giovani, giocano ancora e le loro birre risentono di questo retaggio sportivo: matrice anglosassone (qualche nome richiama famosi giocatori inglesi) e deviazioni belghe.

Allacciate le cinture di sicurezza, PAR-TEN-ZA !

  1. Percy: blonde ale, 4,5°. Colore dorato, leggermente opaca. Schiuma bianca e compatta, lascia moderati “merletti di Bruxelles”. Al naso si presenta con un bouquet delicatamente aromatico, con evidenti note fruttate (in particolare agrumi) e miele. Delicati sentori di lieviti e luppolo. Piacevole sensazione di freschezza, buona acidità residua. Corpo leggero, piacevole chiusura amaricante
  2. Wilko: 5,6°, amber ale. Ambrata, schiuma dal colore bianco sporco (avorio) e compatta. Chiaro profumo di malto. I luppoli raffinati sono ben percepibili e donano alla birra note delicate di frutta, caramello e resina. Sensazione di corpo e carattere. Piacevole aroma di liquirizia. Corpo medio, persistente con chiusura luppolata. Birra rotonda e solida, dalla piacevole complessità. Può abbinarsi facilmente a salumi ed insaccati, formaggi a media stagionatura e carni rosse, anche cotte alla brace.
  3. Hooper: 6,3°, ipa. Ambra ramato, leggermente opaca. Schiuma color avorio, “merletti di Bruxelles” in buona quantità. Bouquet fruttato e agrumato (arancia e cedro) che sfocia in sentori di caffèlatte e lieviti. Lasciata nel bicchiere qualche minuto e ad un più attento esame appaiono delicate le note del soursop tea. Immediatamente fresca, con buona acidità residua che lascia il posto a note amare. Sentori di lievito e note tanniche date dalle foglie di tè aggiunte durante la cotta. Corpo medio, lunga persistenza, chiusura amarotica ben marcata. Formaggi a pasta dura a media stagionatura. Cucina etnica speziata?
  4. Kieran: 8°, tripel. Sfumature dorate e ramate. Schiuma bianca e compatta. Bouquet ricco di note maltate: sentori di lieviti e vaniglia che regalano una sensazione di invecchiamento. Accesi sentori di lievito d’abbazia con un finale morbido dato dalle leggere note di vaniglia. Corpo intenso che ben si abbina con formaggi a pasta molle e salumi. Tutti i tipi di carne e pizza. Gli abbinamenti più arditi si hanno con i dolci.

Orsù dunque, caro lettore, sai che la base della birra è l’acqua? Certo che sì! E allora Gabriele ci racconterà anche del suo liquido che sarà proprio inodore/incolore/insapore ???

Martedì 23 maggio alle 20.30 seconda serata di questa simpatica rassegna birraria: On the stage mastro-birraio Piero Meneghello, Birrificio Campo Biondo dal 2010, via Roma 35 – 35020 Terrassa Padovana (esattam di fronte al Municipio).

Allacciate le cinture di sicurezza, PAR-TEN-ZA !

  1. Solare: bohemian pils, 5,1°. Prodotta in “bassa fermentaz”, non pastorizzata, cioè più ricca di sostanze nutritive. Di retaggio boemo/bavarese, dissetante, abbastanza beverina, ti stupirà con una leggera nota secca finale che ne fa una pils un po’ atipica. Servita bella fresca, cappello di schiuma compatto, bravo Piero, buona la prima!
  2. Brezza: 5,6°, tipologia marzen (una chicca). Questa è una tradizionale birra bavarese, preparata a marzo x poi consumarla all’Oktoberfest di Munchen. Birra a bassa fermentazione, non pastorizzata, ambrata, intrigante dato il discreto tenore alcolico, il grado ibu (amaro) non elevatissimo: va bene x la festa (Oktoberfest) ma ben si presta a pietanze di una certa importanza. Ci siamo!
  3. Eclissi: qua ci … eclissiamo? Suvvia! Andiamo sui 6°, alta fermentazione, belgian red ale. Piccolo passo indietro: quando caro mio si parla di Belgio si comincia a fare sul serio (sometimes Belgio=pazzia); “ale” tipologia inglese però qui virata in red. Iniziale attacco leggermente amaricante, poi il tutto si dissipa in frutta matura, anche dolce come ciliegia/marasca
  4. Mistica: tripel belga, 7,5° e qua l’accezione belga veleggia verso alte sfere… Tripel xkè qui ci sono i malti di tre cereali orzo, frumento e avena. Alta fermentazione, non pastorizzata, colore giallo carico quasi aranciato, profumo variopinto di frutta gialla matura (pesche, banane, la pera abate o kaiser?), anche esotica. Gusto pieno, appagante, corposo ma non invadente

Orsù dunque, caro lettore, sai che la base della birra è l’acqua? Certo che sì! E allora il grande amico birraio Piero ci racconterà anche della sua acqua

Birrificio Birdò dal 2014, via Brustolon 28 – 35031 Zona Artigianale San Daniele, Abano Terme (PD), on the stage il mastro-birraio Andrea.

La formula è consolidata: 12 euro per 4 degustazioni e la cucina aperta e con nuove proposte.

E’ gradita la prenotazione: scrivere a casana.bio@gmail.com  o telefonare a 049-62.38.74.

Allacciate le cinture di sicurezza, PAR-TEN-ZA !

  1. OndaBIonda: Belgian Pale Ale recita the label: 4,2°. Prodotta in “alta fermentazione”, non pastorizzata, cioè più ricca di sostanze nutritive. Dal ‘700 nelle province fiamminghe di Anversa e del Brabante, veniva considerata birra da tutti i giorni: qui la chiave è l’equilibrio. Caratterizzata da un cappello di schiuma morbido e abbastanza persistente, dal profumo inizialmente erbaceo che poi vira nel fruttato e nell’agrumato (più che il limone si avverte il pompelmo, sai quello che ti spremi nelle mattine invernali quando ti svegli infreddolito e devi spicciarti? E senti che pisega…). Servita bella fresca, trattasi di godibile birretta estivo/dissetante che si fa bere, ri-bere e va giù guaìva.
  2. IPAnus: India Pale Ale: “IPA” è lo stile, “NUS” è l’anima, l’intelletto, 5,4°. Birra ad alta fermentazione, non pastorizzata. Ale è un british style: con le birre bionde (pale) che viaggiavano in nave fino alle colonie orientali (ecco l’India), dovevano reggere con una luppolatura decisa. Ambrato medio, profumo intenso (agrumato, resinoso, sentori di miele, leggermente piccante); in bocca cercheremo l’equilibrio tra l’orzo maltato (dolcezza) e il luppolo (amaricante). Quell’amaro che a parecchi di noi italiani (retaggio di birre bavaresi) non piace. Ma qui siamo nel campo della soggettività e le nuove italiche generazioni l’apprezzano vieppiù. Ultimamente va molto di moda. Tutto è moda baby! Tutto è tendenza, THE SHOW MUST GO ON! Connection with risotti di verdure, grigliate di carne e pesce, formaggi erborinati e stagionati.
  3. 4Saison: stile belga ad alta fermentazione, non pastorizzata, 6,8°. Premessa: “saison”=”stagione” trattasi di una tipologia brassicola di nicchia (bevuta only Summer x i farmers valloni very thirsty). Il nome “4 Saison”, il grado abbastanza importante, il colore un po’ più carico e anche i vari aromi (nose) + gusti (mought) la rendono articolata e poco convenzionale. All’olfatto denota qualche delicata nota diiiiii…..prima ‘na s-cianta de erbaceo, po’ on fià de spezietta (non è facile identificarle, sono momenti, volatilità, la tipologia direbbe pepe, poi ci sarà il famoso coriandolo, ciò tutti lo conosciamo, vero?) e alla fine anca un ninin de caramello. Cioè una piacevole gamma e di una certa delicatezza. In bocca arreca piacevole pienezza. Cucina speziata e/o etnica ?
  4. San Daniele: dal birrificio aponense al convento delle suore di San Daniele la distanza è breve, quindi “nomen omen”… Belgian Strong Ale, non filtrata e non pastorizzata, alcol 6,5°. Colore bruno, profumo intenso e persistente di frutta matura e just-a-bit tostato. Al palato morbida e rotonda, sapore armonico e cremosità, poco amara. Con tutta questa profusione di aromi e sapori, il mastro birraio ci spiegherà quali luppoli o lieviti ha usato? Abbinamenti: piatti strutturati, cioccolato, frutta secca, ok dopo pasto ma anche ….occhio alla perla da intenditori… “da meditazione”.

Orsù dunque, caro lettore, sai che la base della birra è l’acqua? Certo che sì! E allora l’amico birraiolo Andrea ci racconterà anche della sua acqua?!

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